Il telaio, un’ arte antica, ormai quasi completamente persa. Un misto di logica e di matematica (già solo per montare l’ordito), che sfocia in un intreccio di fili, colori, trame, disegni inaspettati, ma perfettamente calcolati; una meraviglia!
Non avevo spazio in casa per tutto questo e ad aprile 2023 ho deciso di aprire un piccolo laboratorio tutto mio, vicino alla stazione di Loreto, dove mi fanno compagnia le mie macchine, tantissimi fili colorati e due magici telai.
La bellezza di queste donne insieme che lavorano al telaio!!!
Associazione Intrecciamo i fili
Un’ arte antica che in Umbria vive! Ed io con loro!!!

Spunti e appunti sulla tessitura a mano
Per millenni il telaio ha tenuto in tensione fili destinati ad intrecci sui quali l’uomo ha potuto trasferire la voce del suo mondo interiore, e in questo operare egli ha cercato di soddisfare il personale bisogno di protezione e di entrare in un rapporto più profondo con sé stesso e con l’Altro.
La conoscenza di questo strumento ha portato l’essere umano ad intervenire nel tempo come soggetto in grado di trasformare cultura e storia.
E’ probabile, infatti, che la tessitura sia stata la prima attività complessa (dal latino “cum plectere”, intrecciare insieme) attraverso la quale l’uomo, interagendo con l’ambiente e le sue risorse, si è evoluto conferendo dignità al proprio aspetto e alla sua vita di relazioni.
Naturalmente quando si pensa al telaio non ci si riferisce ad un’unica tipologia strutturale, poiché qualsiasi oggetto che mantenga la tensione dei fili può considerarsi telaio.
Esso, tuttavia, nella sua versione più tradizionale, si è andato facendo sempre più complesso in modo direttamente proporzionale allo svilupparsi della capacità cognitiva dell’uomo e al suo adattamento alle diverse situazioni ambientali.
Storia del telaio
Alcuni documenti storici le cui fonti risalgono a ritrovamenti archeologici e testimonianze della letteratura ci indicano come nel 3000-3500 a.C. in Egitto era in uso il telaio orizzontale a terra e verso il 2500 a.C. il telaio verticale con l’ordito teso da pesi.
Ma la presenza di resti tessuti e fusaiole databili al 7160-7000 a.C. nel sito di Jarmo nell’ Iraq nord-occidentale, e di reti, funi, stuoie, filati, fili ritorti, soprattutto di lino, tessuti a tela semplice tra cui uno tinto di azzurro e decorato con perline e conchiglie (Grotta di Hemel – deserto della Giudea, in Palestina), ci testimoniano quanto la cultura tessile sia più antica e radicata di quanto possano dimostrare le fonti relative allo strumento telaio.
Nel Medioevo si diffuse in Europa telaio orizzontale a pedali che poi, con graduali perfezionamenti, nel corso del XVIII secolo venne meccanizzato fino a raggiungere livelli di produzione computerizzata in linea con l’alta tecnologia raggiunta in questi ultimi anni.
Così l’uomo ha modificato e migliorato attrezzi e strumenti per ottimizzare la sua capacità produttiva, ma separandola dalla dimensione creativa, oggi rischia di perdere la memoria dell’impulso che ha reso così importante la produzione tessile fino al sorgere dell’industria: la tessitura intesa come modalità espressiva di grande pregio.
Così il guardare al telaio, alla sua struttura e a tutti gli elementi che lo compongono e che servono per il suo funzionamento porta da un lato alla consapevolezza che in fondo per tessere non si ha bisogno che di povere cose: un ordito, una trama e un bastone (subbio), d’altro canto sperimentiamo che tutto il resto è segno meraviglioso di un cammino percorso che nella memoria umana è profondo.
Il telaio oggi
E noi che del telaio facciamo uso, per i nostri fini professionali, creativi e culturali, sappiamo che ogni gesto, ogni calcolo, ogni accorgimento per giungere ad un buon risultato, è frutto di un sapere antico e di antichi gesti ai quali attingiamo per fare nuove cose.
Nella società attuale, è credibile proporre la tessitura a mano come esperienza lavorativa solamente nei termini in cui questa comunichi con le parole dell’arte.
Deve poter soddisfare i bisogni materiali e spirituali della persona e l’opera tessile rispondere si ad esigenze concrete, ma insieme essere espressione creativa delle proprie e altrui aspirazioni.
Non sarà quindi la qualificazione tecnologica a dare l’impulso lavorativo, piuttosto la qualità della tecnica tessile intesa come grammatica del linguaggio simbolico di cui il tessuto sarà l’espressione.
Maria Giovanna Varagona “La Tela“
latela.net
